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presentazione

Il sito, che presenta un progetto complessivo per il fronte mare ed il porto di Messina, intende partecipare costruttivamente alla discussione pubblica sul futuro del fronte mare di Messina.
L’obiettivo che è sicuramente ambizioso e difficile presenta, possibilitá concrete di riuscita poiché negli ultimi tempi, complice la difficile situazione socio-economica, ampi e rilevanti settori dell’opinione pubblica cittadina si interessano (dopo decennali e inspiegabili torpori) alle questioni che piú direttamente incidono sul futuro
della cittá.
Il porto ed il fronte mare (portuale e rivierasco per intenderci, da Tremestieri fino a Capo Pelóro) rappresentano sotto molti aspetti una scommessa per il nostro futuro. Per le enormi implicazioni economiche legate al tratto di costa rivolto al mare dello stretto (condiviso con i cittadini calabri, è bene ricordarlo) possiamo ben dire che ci giochiamo lo sviluppo della nostra comunitá. Averlo capitosignifica aver fatto un passo in avanti di portata storica.
In tal senso il sito tenta di introdurre nel dibattito pubblico riflessioni, critiche, proposte e idee attinenti la trasformazione territoriale del fronte mare.

Vorrei porre ai lettori alcuni dei quesiti che, tra l'altro, mi hanno indotto ad affrontare questo progetto:

Cosa deve fare Messina col proprio porto, o meglio cosa è Messina rispetto al Suo porto? Si tratta, come fin’ora è stato, di due entitá separate seppur vagamente complementari?
Ovvero possiamo considerare una parte del porto discarica cittadina? Luogo domenticato?
Dobbiamo davvero smobilitare tutte le (poche) realtá  industriali presenti?
Possiamo permetterci il lusso di tenere in piedi, su aree di grandi potenzialitá economiche, attivitá militari declassate (anche dopo il potenziamento della base di Augusta)?
Sopratutto in un contesto nazionale che non prevede almeno a Messina, alcun investimento nel settore militare?
E ancora: per quanto tempo possiamo continuare a illuderci che l’attraversamento dello stretto avverrá su treni a lunga percorrenza (con wagonlits) entro mastodontici traghetti?
Siamo consapevoli del fatto che il rinnovamento del sistema dei trasporti, le cui linee guida sono oramai stabilite in sede europea, influirá pesantemente sull futuro del trasporto nazionale e quindi sullo stretto?
Infine (last but not least): non è forse giunto il momento di ipotizzare una grande operazione immobiliare, che valorizzi aree di assoluto pregio rendendole appetibili per investitori privati?

Rendendomi conto delle innumerevoli implicazioni che queste riflessioni comportano, cercheró di riassumere nel modo piú chiaro e ordinato possibile una serie di questioni che faranno da leit motiv al sito.

L’impostazione dell’attuale Piano Regolatore Portuale affronta decisamente questioni inderogabili come il risanamento ambientale e la riconversione di aree fortemente   
inquinate (ex-degassifica e inceneritore fra tutti) e propone una serie di trasformazioni indispensabili per il rilancio della portualità.
A mio avviso è possibile ipotizzare un potenziamento delle attività cantieristiche, modificando in parte le previsioni del piano.

Analizzando in concreto la situazione dell’area portuale e dell’immediato retroterra, i punti sui quali si è concentrata la nostra attenzione sono i seguenti:
- Aree importanti come la cortina del porto, e quella delle FF.SS. sono attualmente sottoutilizzate.
- La viabilitá sopratutto tra la stazione Marittima e piazza Cairoli, dovrebbe essere conseguentemente ripensata.
- La zona della difesa, forsa la piú attrattiva per investimenti nel settore turistico di qualitá, si trova in stato di palese sottoutilizzo.

Ulteriori aspetti del Piano Regolatore Portuale che a mio avviso influiranno positivamente sugli assetti territoriali e socio – economici sono i seguenti:
- Il tratto di litorale tra i Torrenti Annunziata e Boccetta verrà risanato e destinato ad attività diportistiche incidendo sullo sviluppo della città.
- La via del mare e la riqualificazione dell’area della cittadella rappresenta un punto di svolta nelle politiche di gestione del territorio falcato, col molo Norimberga,
a  svolgere funzione di “sostegno” (emergenze) dei traghetti delle cosiddette Autostrade del mare,in previsione del trasferimento di tutte le attività di traghettamento degli automezzi nel progettando secondo porto di Tremestieri.
- La realizzazione del medesimo che va perseguita da tutte le forze politiche e sociali, libererá la cittá da una decennale e deleteria sovrapposizione di funzioni.
- Infine la razionalizzazione delle grandi banchine d’ormeggio (incluse le strutture per i servizi) risponde perfettamente ad una logica di sviluppo sostenibile perseguita con
successo. In questo caso è purtroppo la cittá a mancare di un’adeguata cultura del turismo che invece prospetta enormi possibilitá di sviluppo

Seguendo le osservazioni sopraesposte ho sviluppato il progetto cui sará possibile accedere dalle pagine seguenti secondo un percorso logico che dallo stato di fatto, ovvero da una planimetria dell’esistente supportata da una breve relazione scritta, giunga fino all’ultima pagina del sito da cui si accede ai singoli progetti, talora corredati da schizzi
Nel ringraziare coloro che avranno la voglia e la pazienza di visitare il sito desidero rivolgermi a tutti i messinesi che amano la loro cittá esortandoli ad impegnarsi in prima persona per migliorare quel grandioso patrimonio ambientale e culturale denominato: PORTO DI MESSINA.  

 

Francesco Cappello - Architetto