L’area portuale di Messina, di antichissima origine presenta caratteristiche geo-morfologiche di assoluta eccezionalitá.
La Falce naturale protegge lo specchio acqueo da ogni fenomeno meteomarino garantendo condizioni di agibilità uniche rispetto ad altre realtà portuali di dimensioni simili.
In passato l'eccezionalità della zona falcata segnó indelebilmente la storia cittadina culminando nel secolo XVII in una spettacolare edificazione urbanistica -terracquea unica al mondo: la palazzata
Su di essa la parte più progredita della città investí ingenti risorse, proiettando il territorio in modo indissolubile e coerente sul proprio mare.
Le ben note vicende storiche successive segnarono un lento quanto inesorabile declino del porto che subìte le tragedie del secolo scorso (ben 2!) non riuscí a ritornare ai fasti del tempo.
Oggigiorno rimane intatta la grandiositá del complesso geo-storico della Falce che attende solo di essere ri – compresa in tutte le sue mirabili potenzialitá.
Lo stato di fatto analizza, sommariamente, il fronte mare cittadino suddividendolo in diverse aree secondo determinate caratteristiche morfologiche e funzionali.
Per alcune aree verrá evidenziato il livello di degrado ritenuto prevalente su altri aspetti, mentre per altre situazioni verrá evidenziato il tipo di utilizzo, ovvero la carenza di infrastrutture, ecc....
Un lavoro individuale difficilmente potrá fornire un’analisi minuziosa ed accorta di tutte le caratteristiche di ogni singola area.
Nel mio caso ho preferito analizzare pochi e, spero, chiari aspetti che dovrebbero svolgere un ruolo propedeutico al proseguimento del lavoro.
Pertanto sfogliando le tavole successive si noterá che in relazione alle caratteristiche “essenziali” delle aree dello
stato di fatto il progetto prevederá adeguate proposte destinate a rimuovere gli ostacoli e prospettare ipotesi di sviluppo cercando di tenere fede alle intenzioni di partenza che sono, lo ripeto,i prospettare una visione complessiva dello sviluppo del territorio portuale con implicazioni dirette ed indirette rispetto alla retrostante area urbana.
Si noterá infatti un elenco di piazze cittadine, e di zone verdi, le quali per la portata degli interventi ipotizzati dovranno per forza di cose interagire con la zona portuale.
In fondo il Piano Regolatore del Porto, per ovvie ragioni istituzionali, non ha potuto interagire in modo organico con il centro urbano in areali e situazioni di assoluta rilevanza, cosa che viceversa il mio lavoro ha potuto liberamente sviluppare, nella consapevolezza credo, dei propri limiti.
In particolare credo che sull’area compresa tra Il Banco di Sicilia, la Stazione Marittima e la Cittadella da una parte - il torrente Zaera, la zona di Maregrosso e Piazza Cairoli dall'altra, si gioca gran parte del futuro urbanistico e
socio – economico di Messina.
Senza la riconversione delle aree di proprietá delle Ferrovie Italiane ogni seria ipotesi di sviluppo è destinata a fallire.
Ogni progetto per Messina non puó prescindere da questo punto cruciale
Liberando la cittá dalle aree ferroviarie si tornerebbe, mi sia consentita l’enfasi, al periodo pre – normanno quando su quelle aree allora libere i futuri principi impostarono la loro politica territoriale realizzando un assetto geo – politico sul territorio della falce che resse fino al secolo 19°!